FINE DINING LOVERS

Ristoranti romantici a Milano e dintorni: 29 indirizzi per una cena a due

C’è chi preferisce un tavolo prenotato in terrazza e chi un intimo privè, chi si lascia sedurre dai sapori mediterranei (magari un po’ piccanti) e chi preferisce le proposte raw della cucina asiatica. A Milano e dintorni è presente una gran quantità di ristoranti che si prestano ad una cena romantica. 
Qui ve ne proponiamo una selezione molto diverse tra loro, da quello classico a quello di design, ma tutte particolarmente sentimentali. Se state cercando un consiglio per una serata speciale, ecco di seguito 29 ristoranti romantici di Milano e provincia. […]

ASINA LUNA

Poco distante da Milano, un ristorante informale in cui l’ambiente caloroso e il sorriso dei titolari mette a proprio agio il cliente e lo prepara ad un’esperienza gastronomica memorabile. Da Asina Luna lo chef Riccardo Succi si occupa della griglia, mentre la moglie Tiziana Dinoia pensa ai vini. In carta anche una serie di piatti “non carnivori”.
Highlight romantico: il calore dell’arredamento e della griglia rovente

Leggi sul sito di Fine Dining Lovers

PUNTARELLA ROSSA

Asina Luna a Peschiera Borromeo, fiorentina e brace indimenticabili vicino a Milano

Siete di quelli che storcono il naso quando vi dicono che in questo o quel ristorante si sta come a casa propria? Anche io. Ma questa volta dovete credermi. Al ristorante Asina Luna di Peschiera Borromeo, in località Mezzate, ogni dettagli è famigliare, studiato con attenzione al fine di creare un ambiente accogliente come pochi.

In questo eccellente ristorante di carne il merito è tutto dei titolari: lo chef Riccardo Succi e della moglie Tiziana Dinoia, che si occupa della sala e dei vini. Se cercate un indirizzo in cui gustare la brace come si deve, gestita con sapienza ed un piglio moderno, ad una manciata di minuti da Milano ecco ciò che fa per voi.
Il nome del ristorante arriva da una strofa scritta dal grande cantautore Fabrizio De Andrè, per cui Riccardo ha una vera passione: “Oh bedda mea l’aina luna”.

Il locale si presenta caldo, con manufatti, quadri che sanno di artigianalità italiana. Alcuni dei mobili appartengono da generazioni alla famiglia dello chef. Nella prima sala un’imponente cantina in vetro mette in bella mostra l’abbondante scelta di etichette (che si possono consultare da tablet). In mostra nella loro teca frigorifera anche i pregiati tagli di carne, dalla fiorentina frollata 80 giorni ricoperta di grasso nobile di vitello, alla Kobe Wagyu giapponese. C’è poi un’ampia serie di filetti. Dietro, sempre a vista, la griglia a legna.

Il mio consiglio, a meno che non siate davvero degli esperti cultori della carne, è quello di lasciarvi guidare nella scelta da Tiziana. Con tutta la meravigliosa carne vista all’ingresso io mi sono buttato direttamente sulla carne con la C maiuscola. A proposito, c’è un buon profumino in area griglia ma l’impianto di areazione del locale è ineccepibile: se mangia la griglia e non si esce arrostiti. Se riuscite resistere al Pata Negra iberico 100% (18 euro), allora scegliete la Tartare di filetto di Scottona con sedano, raspadura, noci e granella di uovo (14 euro). In alternativa non badate a spese e lanciatevi su una degustazione di Wagyu di Kyoto (100 g per 29 euro).

Tra i filetti, intriganti quello di Angus irlandese servito con moutarde in grani (25 euro) e quello di Scottona con foie gras e caviale di sesamo (28 euro). Ma arriviamo alle proposte con cui togliersi la voglia di (buona) carne per un bel po’. C’è la Fiorentina di Scottona prussiana con frollatura 60 giorni Dry Aged (55 euro al kg), la Fiorentina di Rubia Gallega (80 euro al kg). Ancora la T-Bone di Angus del Nebraska (70 euro al kg) e la L-Bone di Angus irlandese (55 euro al kg). Una chicca? La Fiorentina proveniente dalle masserie dei Fratelli Varvara di Altamura (65 euro al kg). Si tratta di una realtà in cui si utilizzano solo bovini adulti vissuti allo stato brado, alimentati con erba, piante aromatiche, legumi e foglie d’ulivo, macellati a fine vita.

E se proprio non amate la carne, in menu anche qualche buon piatto di pesce. Ci sono il Polpo croccante con insalata di finocchi, arance e riduzione di avocado e lime (12 euro). Tra i primi gli Gnocchetti verdi fatti in casa con gamberi rossi di Mazara e zucchine julienne (12 euro). Tra i secondi il Trancio di tonno rosso del Mediterraneo con battuta di olive, basilico e menta, accompagnato da filetti di pomodoro ramato e capperi di Pantelleria (22 euro). Validi i dolci.

Leggi sul sito di Puntarella Rossa

GOOD LIFE

IL GIORNALE

IL MILANESE IMBRUTTITO

Ciaociao vegani: i migliori ristoranti dove mangiare carne a Milano

(…) Ok, ok, non siamo proprio a Milano, ma il viaggetto per raggiungere Peschiera Borromeo vale totalmente la pena. Bando alla pigrizia, quindi: ad attendervi ci sarà una griglia a legna a vista e una selezione di tagli di carne e di razze che vengono grigliate con maestria dal simpatico titolare, Riccardo Succi. Tra le carni che potrete assaggiare: la fiorentina di scottona bavarese frollata 80 giorni nel grasso nobile del vitello; la fiorentina di scottona prussiana frollata 60 giorni con il metodo Dry Aged; quella di Angus del Nebraska; la Galiziana; il Kobe Wagyu giapponese e la fiorentina di Fassona piemontese della Macelleria Oberto. Ad accompagnare una scorpacciata di carne che meriterebbe un Oscar ci pensa la carta dei vini, con un centinaio di etichette che spaziano dai grandi rossi toscani e piemontesi, ai bianchi del Nord Est, passando per le grandi bollicine e arrivando a una piccola scelta di vini stranieri. Ma non è finita qui: la pasticceria non ha nulla da invidiare ai secondi, per cui tenetevi un micro-angolo e cedete pure ai dolci. Non ve ne pentirete. (…)

Leggi l’articolo su Il Milanese Imbruttito

GOLOSARIA

Asina Luna, dietro a Linate una sosta di gusto

Una bella scoperta, una bella new entry che troverete nella nuova edizione del GattiMassobrioche presenteremo a Golosaria a Milano il 29 ottobre. 

È Asina Luna di Peschiera Borromeo (Mi), indirizzo che vi aspetta appena dietro all’Aeroporto di Linate e all’Idroscalo. L’insegna, è omaggio a Fabrizio De André, ché l’Asina Luna, è un’asinella bianca protagonista di una canzone del cantautore genovese. A mezzogiorno, molti gli habitué, soprattutto i numerosi dirigenti delle aziende dei dintorni che qui sanno di poter fare una pausa pranzo di gusto a prezzi ragionevoli, alla sera atmosfera rilassata. 

Nelle sale arredate in modo moderno, i titolari, Riccardo Succi, chef, e la moglie Tiziana Dinoia – coppia affiatata e “pensante”, un percorso in altri settori e approdati alla ristorazione per passione, contagiati dal carisma del papà di Tiziana, ristoratore di successo – con i loro collaboratori, propongono gustosa cucina italiana, sia di terra sia di mare, con una specialità, la carne alla brace, vero fiore all’occhiello del locale, proposto con griglia a legna a vista, usando i diversi tagli pregiati e rari che vedrete far bella mostra nella scintillante, grande, vetrina. 

Per voi, seppia fresca del Mediterraneo in umido con porcini patate e crema di ceci biologici, poi tagliolini fatti in casa al burro Occelli con fiori di zucca su vellutata di zucchine e Castelmagno, quindi per chi vuole pesce, trancio di tonno rosso del Mediterraneo con olive, basilico, menta e pomodori ramati e capperi di Pantelleria. Altrimenti carne (con frollature fino a 80 giorni) alla brace, con golosità come la fiorentina frollata 80 giorni ricoperta di grasso nobile di vitello, oppure Kobe Wagyu giapponese o filetto “Elcano” di scottona con pepe di Sichuan e olio di sesamo nero. Una fetta di strudel di mele con gelato alla crema sarà il dolce arrivederci.

Leggi sul sito di Golosaria

ARTSLIFE

Asina Luna a Peschiera Borromeo: perché in provincia è un’altra cosa Asina

Milano, la città dei grattacieli. Il centro economico-finanziario più importante. Con un sistema di trasporti di livello europeo. Qualche esperto l’ha già nominata capitale europea del cibo e della ristorazione. E qui ci fermiamo, perché sappiamo di rischiare lo scivolone retorico o sciovinista. Se tutto ciò è innegabile, perché andare a trovarsi un’osteria come “Asina Luna” a Peschiera Borromeo, cittadina dell’ hinterland attaccata all’aeroporto di Linate?

Abbiamo fatto un salto in osteria, accanto al parco dell’Idroscalo e in mezzo alle sedi operative di tante piccole e medie imprese, quelle che hanno fatto la fortuna dell’imprenditoria italiana. E che significano tanto anche per “Asina luna”, come spiega il grill chef Riccardo Succi, titolare del ristorante insieme alla moglie Tiziana Dinoia.

“Quando quasi tre anni fa siamo venuti qui,” ricorda Riccardo, “non eravamo alla prima esperienza. Avevamo già gestito un locale molto grande, con tanti posti a sedere, e puntavamo a qualcosa di ben diverso: una clientela un po’ più selezionata, in grado di spendere, bevande incluse, trenta euro a mezzogiorno e quasi sessanta in serata. L’abbiamo trovata a Peschiera Borromeo, dove il pranzo funziona benissimo, dato che ci frequentano i dirigenti e i quadri delle aziende qui vicino”.

E a cena, invece, chi si spinge fino a via della Resistenza 23 per venire a trovarvi?
“I milanesi, mi creda. Arriva fin qui, e dopotutto siamo praticamente la periferia di Milano, chi desideri una fiorentina frollata 80 giormi in una copertura di grasso nobile di vitello, o il filetto “Elcano” di scottona con pepe di Sichuan e olio di sesamo nero. Ma anche con la tradizione italiana andiamo forte, perché non ci facciamo mancare il branzino e la ventresca di tonno, i tagliolini fatti in casa con asparagi al burro di Beppino Occelli, il riso pilaf allo zafferano con gamberi, calamari, cozze e vongole. Il punto di riferimento, oltre alle eccellenze in fatto di carne alla griglia, è la cucina nazionale; e se proprio dobbiamo esercitarci con qualcosa di nuovo, preferiamo l’innovazione radicale più che la rivisitazione dell’esistente.”

Il bancone con la selezione, in bella vista, di costate di varie frollature e tipologie di animali, testimonia della passione di Riccardo Succi per l’arte di grigliare. Con tante piccole attenzioni: ad esempio, un sapiente assortimento di sali speciali da abbinare a ogni diverso taglio di carne, come quello di Margherita di Savoia, il Rosa dell’Himalaya, il Grigio Bretone o il Blu di Persia. E come non parlare della scelta della brace, esclusivamente di legna cubana, e precisamente di marabù. A completare il quadro, va detto che questo è il posto non solo della vena carnivora ma anche di quella artistica: lo si capisce dal nome dell’Osteria, “Asina Luna”, che è poi il nobile animale protagonista di una vecchia canzone di Fabrizio De André.

“Uno degli amori della mia vita”, spiega Riccardo, “al punto che ho scritto un libro, anni fa, sul disco ‘La buona novella’ del cantautore genovese, e che ho collaborato per qualche tempo con Dori Ghezzi e con la fondazione De André. In questo locale la musica è fondamentale: soprattutto il jazz, che credo aiuti a creare un’atmosfera rilassante.”

Grandi tradizioni, qui a Peschiera: oltre alla griglia, i cantautori italiani. E passando ora dalla tradizione al futuro, cosa prevede per il suo locale?
“Che io e mia moglie Tiziana andremo avanti con le nostre idee. Non chiudiamo la porta alle tendenze del momento, ed è per questo che oltre ai grandi rossi toscani e piemontesi, e ad una carta dei vini molto impegnativa di cento etichette, possiamo offrire giusto un paio di birre artigianali, così non scontentiamo i birrofili. Non ci serve, in ogni caso, la novità fine a sé stessa; si esplorano i territori non battuti quando si hanno le giuste motivazioni per farlo.”

E quale potrebbe essere la novità che diventerà imprescindibile, nel giro dei prossimi dieci anni?
“Io dico che potrebbe essere l’Africa. Con i suoi sapori, le sue spezie, il suo cous cous, che è già diventato parte delle nostre abitudini quotidiane. L’Africa è vicina, e la sua influenza anche gastronomica, che oggi sottovalutiamo, potrebbe in breve conquistarci.”

Leggi sul sito di artslife

MITOMORROW

L’ALBERO DELLA CARAMBOLA

Asina Luna, la cultura della carne e dell’ospitalità

Se siete dei fan del grande Fabrizio De André, non vi servono ulteriori spiegazioni per comprendere che lo strano nome di questo ristorante, “Asina Luna”, è un omaggio diretto al bravissimo cantautore genovese e all’asinella bianca protagonista di una sua canzone. “Oh bella mia, l’asina luna. La bella mia, cuscino di lana. Oh bella mia, bianca fortuna” canta infatti De André (in sardo) in “Monti di Mola”, zona che oggi è conosciuta da tutti come Costa Smeralda. Non vogliamo portarvi fuori strada: non siamo in Sardegna ma alle porte di Milano, precisamente a Peschiera Borromeo, località Mezzate, non distante dall’aeroporto di Linate, dall’Idroscalo e da una zona densa di aziende, dalla Mondadori all’Ibm. Proprio in questo scenario appare, un po’ a sorpresa, come un’oasi, il ristorante “Asina Luna”: basta varcare la soglia per ritrovarsi in un locale caldo e accogliente, nessuna “aria” da trattoria di periferia, la sensazione è che potremmo trovarci in qualunque posto del mondo, anche a Parigi, a New York o nel centro di Milano. Il merito è dell’atmosfera ricercata, con un arredamento curato fin nei più minimi particolari, dove non mancano alcuni piacevoli elementi di Art Nouveau. I tavoli non hanno tovaglia perché ciascuno ha una storia che sarebbe un peccato nascondere: sono composti da liste di vecchie imbarcazioni di pesca indonesiane in teak marino, un albero delle foreste tropicali. I segni di colore, quelli originali delle barche, lasciati per non cancellarne il ricordo, assieme alle nervature naturali del legno trasformano i tavoli in opere d’arte naturali. Perché coprirle?

Vi diciamo subito che “Asina Luna” propone una solida cucina di carne e di pesce, che ha già destato l’attenzione di una folta serie di food lovers ma bisogna riconoscere che la grande qualità della carne e, in particolare, le specialità alla brace (carne sui carboni) rappresentano i veri tratti distintivi del ristorante. Qui si può trovare una fiorentina frollata 80 giorni ricoperta di grasso nobile di vitello oppure un piatto di Kobe Wagyu giapponese o un filetto Elcano di scottona con pepe di Sichuan e olio di sesamo nero. Ricercatezze. La griglia a legna è a vista e offre una selezione di tagli di carne e di razze che vengono grigliate con maestria da Riccardo Succi, titolare del ristorante (grande appassionato di arte, di musica e di De André, in particolare, come non è difficile intuire…) insieme a Tiziana Dinoia che, con competenza e professionalità, aiuta nella scelta dei piatti e dei vini. Anche la cucina è a vista, animata da una brigata capitanata da uno chef che tutti i giorni (dal lunedì al venerdì mezzogiorno e sera, il sabato solo la sera) propone piatti della migliore tradizione italiana.

La nostra degustazione da “Asina Luna” è cominciata con una deliziosa Tartare di tonno rosso del Mediterraneo con caviale di basilico accompagnato da songino, dadolata d’arance e chips di polenta di Storo, poi un ottimo Prosciutto di suino Iberico Bellota 36 mesi “Pata Negra” Blazquez tagliato al coltello. Tra le altre cose, abbiamo assaggiato l’eccellente Tomahawk di Black Angus irlandese e la Fiorentina di sbottona bavarese. Ricordiamo che la scottona è una giovane femmina di bovino che non supera i sedici mesi di età: le sue principali caratteristiche sono quelle di non aver mai partorito e di aver raggiunto un buono sviluppo muscolare. La carne del bovino femmina è sempre più tenera, gustosa e succulenta di quella del maschio, e la scottona in particolare possiede una notevole marezzatura (la distribuzione del grasso nella massa muscolare della carne): a marezzatura più intensa corrisponde più elevata qualità e sapore. Da qui il “segreto” della bontà del piatto…

Dalla carne alla pasta: agli amanti dei carboidrati segnaliamo che da “Asina Luna” la pasta viene fatta in casa e nel menù si possono trovare proposte sfiziose come i “Tagliolini con asparagi al burro di Beppino Occelli, vellutata di patate viola” o i “Fagottini di pasta fresca gratinati al forno con crema di zafferano, ripieni di Roquefort e pak-choi” ma non manca il “Risotto alla milanese con ossobuco”. Infine, grande attenzione viene riservata anche alla pasticceria: abbiamo assaggiato, in particolare, un’ottima “Millefoglie con crema pasticcera e fragole fresche” ma piacevole anche il “Cremoso alle due creme di cioccolato e pistacchio”.

Una nota sulla carta dei vini del ristorante, composta da un centinaio di etichette divise per tipologia, regione e abbinamenti, con una piccola scelta di vini stranieri. La selezione spazia dai grandi rossi toscani e piemontesi – per esempio Ornellaia Bolgheri Superiore o Tignanello Antinori, oppure Barolo Sarmassa di Marchesi di Barolo o Dogliani “Papà Celso” di Abbona – ai bianchi del Nord Est, come il Riesling Praepositus di Abbazia di Novacella o al Collio Friulano riserva Russiz Superiore, passando per le grandi “bollicine” (fra gli altri Trento Doc “Giulio Ferrari” riserva del fondatore Ferrari o Franciacorta Cuvee Prestige Ca’ del Bosco) e per bottiglie rappresentative di tutte le regioni vinicole italiane.

Avrete intuito che una particolarità di “Asina Luna” è la grande attenzione ai dettagli: per fare un esempio, al tradizionale sale di Margherita di Savoia, usato in tavola e in cucina, si accompagnano sali speciali che meglio si abbinano ad alcuni tagli di carne, come il sale rosa dell’Himalaya, il Grigio Bretone, il Blu di Persia o il sale di Maldon. Non ultimo, segnaliamo che la brace per la griglia viene fatta solo con carbone di legna cubana, proveniente dagli alberi di marabù, una pianta selvatica e invasiva che offre un prodotto puro (senza scarti di legna industriale) salvaguardando le foreste. In sintesi, un locale sorprendente, per qualità della proposta e per la competenza e la cortesia dei padroni di casa (un plus non da poco…), che segnaliamo in particolare agli amanti della carne e dei cibi di qualità, che hanno voglia di un indirizzo alternativo alla città. Merita.

Leggi l’articolo su L’Albero della Carambola

IL VELO DI MAYA

Asina Luna, cucina d’élite fra tavoli in teak e art déco

I tavoli non hanno tovaglia. Perché sono fatti utilizzando liste di vecchie imbarcazioni da pesca in teak marino. Arrivano dall’Indonesia e conservano, qua e là, fregi di colore che giustamente non vengono coperti. La griglia, per cucinare la carne – specialità della casa -, è a vista, così come i tagli pregiati. E il carbone che viene utilizzato è di legna cubana, realizzato utilizzando la pianta di marabù, che a Cuba è infestante. Il nome del locale, Asina Luna, è il nome della protagonista di una canzone di Fabrizio De Andrè, “I monti di Mola (dall’album “Le nuvole”).

Queste alcune delle peculiarità di questo ristorante che troviamo a Mezzate, nel Comune di Peschiera Borromeo, a pochi chilometri dall’aeroporto di Linate. Tiziana Dinoia e il marito Riccardo Succi hanno ideato e strutturato il locale con una fantasia che lo rende unico, ineguagliabile. “Lo abbiamo aperto nel 2015 – raccontano – dopo una precedente esperienza in un locale di un paese confinante”.

“Ma quel locale – precisa Tiziana – era troppo grande, concepito per un pubblico numeroso. Qui abbiamo voluto qualcosa di particolare, un po’ elitario, curando tutto nei minimi particolari”.

Incuriosisce il cliente anche un facsimile di televisore, posto sopra l’ingresso, ove passano immagini, quasi tutte in bianco e nero, di vecchi Caroselli, ma anche spot pubblicitari dell’Unione Sovietica e un video didattico degli Sati Uniti.

“Poi abbiamo recuperato una camera da letto art déco di mia nonna -aggiunge Riccardo – le cui parti sono ben visibili nel locale, collocate un po’ ovunque, conservate benissimo”.

E bisogna dire che non c’è solo la carne. “Abbiamo uno staff in cucina completamente dedito al pesce”, spiegano i due titolari. Con piatti di assoluto livello, visto il gradimento della clientela.

E poi ci tengono a mettere in tavola solo olio extra vergine italiano, “di qualità superiore”, oltre al sale Gomasio, di origine giapponese, “un sale dietetico fatto da noi e composto per il 30% di sale marino e 70% di semi di sesamo tostati e tritati”.

Il locale, molto accogliente, ha le pareti tappezzate di formelle in ceramica con disegni allegorici che si ripetono. Non molto grande – una settantina i coperti -, Asina Luna esprime pienamente il desiderio di originalità voluto da Tiziana e Riccardo, originalità coniugata a una sobria eleganza.

Il menù propone tortelloni di pasta fresca fatti in casa ripieni di carne alla crema di parmigiano e gocce di vin cotto e aceto balsamico, tagliolini fatti in casa con asparagi al burro di Beppino Occelli, vellutata di patate viola e scaglie di salva cremasca, tartare di filetto di scottona accompagnata con sedano, raspadura, noci e granella di uovo, fiorentina di scottona frollatura 60 giorni “Dry Aged”, T-Bone (fiorentina) di Angus Americano del Nebraska (Stati Uniti), seppia fresca in umido con punte di asparagi, patate e crema di ceci biologici, polpo croccante con insalatina di finocchi, arance e riduzione di avocado e lime, tanto per menzionare alcuni piatti.

Il prezzo? In media circa 50 euro, se si includono anche i vini.

La cucina coniugata a immagini, anche esotiche, curiose e singolari. Tiziana e Riccardo hanno trovato una formula vincente.

Leggi sul sito di Il Velo di Maya